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BASKET IN CARROZZINA

di Martina Bongini 1°A Scuola Secondaria "Pirandello"

Domenica 20 maggio io e alcuni miei compagni di scuola siamo andati al Palazzetto dello Sport che si trova a Scandicci per vedere il basket dei disabili in carrozzina. Alle 9:30 circa ci siamo ritrovati e ci siamo sistemati sulle tribune.
Il Palazzetto non era tanto affollato, anzi, nella scuola non c’erano tante persone, anche noi eravamo in pochi, rispetto alle nostri classi abbastanza numerose. Da qui ci siamo messi a chiacchierare, perché abbiamo dovuto aspettare un bel po’ prima che il basket in carrozzina iniziasse. Prima abbiamo visto giocare due squadre di bambini senza carrozzina e quando è finita questa partita è iniziata l’altra, quella dei disabili.
Un signore, in carrozzina pure lui, ha presentato tutti i partecipanti e gli allenatori. L’età si mescolavano, abbiamo visto giocare sia ragazzi sia persone più anziane. Quando l’arbitro ha dato il via lanciando la palla, tutti i giocatori hanno iniziato a muoversi con le carrozzine.
Per lo più gli atleti quando si muovevano non palleggiavano con la palla, ma la tenevano sopra alle ginocchia. È stato bellissimo. Innanzitutto perché le persone si muovevano più veloci di quanto pensassi sulle carrozzine. Ma anche per il fatto che tutti si schivavano, si rincorrevano e cercavano di conquistare la palla con tanta scioltezza da far pensare che giocare stando su una carrozzina sia facile.
Tutto il pubblico, seppure fosse scarso, si è fatto sentire, ad ogni canestro o ad ogni tentativo ha applaudito. Chiacchierando con i miei amici ho scoperto che tutti quanti si stavano divertendo, vedendo un così bello spettacolo. Alla fine della partita il pubblico ha applaudito ancora più forte e poi gli atleti hanno disputato un’altra partita: fra disabili e abili, tutti e due in carrozzina. Anche questa è stata bella come la prima e tutti hanno mostrato lo stesso identico entusiasmo nel vedere giocare così bene. Quando si è conclusa pure la seconda partita, gli atleti, dopo aver ricevuto gli applausi, si sono allontanati. Così il presentatore ha chiesto chi del pubblico volesse provare a giocare in carrozzina per una decina di minuti.
Tanti bambini del pubblico sono andati a provare sulle carrozzine libere e dopo aver atteso un po’ anche io ed una mia amica siamo salite. Era divertentissimo, anche se prima di riuscire a girare correttamente senza andare a sbattere mi ci è voluto un po’. Ovviamente, date le mie scarse abilità peggiorate dal fatto di non aver provato mai una carrozzina da basket, non ho toccato palla. Però mi sono divertita ugualmente.

Certo, provare una carrozzina è una strana esperienza ma starci per una vita intera deve essere poco piacevole. Ho visto quanto è difficile giocare e penso che per raggiungere quei bellissimi risultati i giocatori di basket in carrozzina si siano dovuti allenare tantissimo. Mi è dispiaciuto per quelle persone, che non possono essere come tutti, però non ho provato pena per loro, come ho sentito dire da qualcuno.

Penso che sia bellissimo far giocare anche le persone con più problemi e farle sentire come gli altri anche se non hanno le stesse possibilità. Per di più c’è una grossa differenza tra uno sport come questo e quelli che, per esempio, vanno in televisione. Qui tutti sono più uniti e ognuno ha una percezione della vita diversa, secondo me.
L’unica cosa che mi fa davvero dispiacere è che, essendo sport poco comuni, abbiano poche possibilità di emergere. Sarebbe davvero bello poter condividere e far apprezzare questo gioco a tante persone.
Per questo se qualcuno di voi ne sente parlare in giro, seppure non vi sia tanta pubblicità per fatti del genere, vi consiglio di andarci.
Se pensate allo sport come una cosa dove ognuno può giocare, nei suoi limiti, cogliete la prima occasione di assistere ad una partita di questo genere. 
Diverte e aiuta a riflettere.

Assicurato.

 

Martina Bongini 1° A Pirandello